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sick girl

qui ci sono già stata
January 21

evidenziando l'evitabile

che PENA questo blog.
ma perché non muore? magari schiacciato da una focaccina gigante.
(non oso immaginare i dettagli, ma ne potremmo discutere a lungo)
a piangere al posto mio però ci pensano i fan di sinead o'connor.
piangono perché ascoltano le sue canzoni.
December 10

/

RAAAHHHRRRRR
December 07

abc

 sssht. adesso sssht.
errori di stampa -adesso balbetto.
lei mi dà dignità mi regala un quadro in cui stare, loves me. che potrei non parlare o usare una tastiera che funzioni con le mie parole
fermarmi a guardarli, i semafori. poi piantare tutte le macchine e vivere senza. in una stagione in cui tutti indossano un naso rosso
si misurano le parole
si mangiano cioccolatini
l'ispirazione è a piccoli frammenti
suoni il pianoforte ancora
ancora
un racconto è storia di mille storie.
il tempo vola e anch'io.


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lei stava piangendo e io stavo pensando
quando penso al paradiso penso a volare giù in un mare di penne e piume
spediscimi all'ombelico di un nero uccello 



October 16

invocazione

ma parli da solo o c'è qualcuno che non vedo?

October 10

dedicato a MeriBi e Alberto

Nove ottobre.

Che città è?
Donne disperate dalla notte e dalle notti, agli angoli delle vie con le scarpe in mano e i vestiti ex-eleganti, attaccate a un  mozzicone ormai esaurito ed il trucco sbiadito, all’ingresso di una banca chiusa per pausa pranzo, alzando la testa solo per istinto e per istinto riabbassandola. Ed il trucco sbiadito e il viso, visino, sconvolto, sugli scalini di una banca, chiusa.
E donne che si trascinano stanche, con le orecchie piene di piccole perle, lungo una via, all’ora di pranzo. E barcollando, e la stanchezza, e offrile un pasto.
I cassonetti caduti ed una donna novantenne ha perso il fidanzato, “disperso, mai più tornato” mi racconta tenendo il sacchetto della spazzatura in mano. “e questo perché non sta su?” - “non ha più una ruota” - “come?” - “manca una ruota”

Metropoli. Amo la metropoli. Strisce pedonali calpestate e paline degli autobus sempre consultate, corse per prenderli o non farsi investire. E lungo il ponte centrale un gruppo di strane persone di tutte le età cammina con lo zaino in spalle ed a braccetto per andare a vedere qualcosa.
E le panchine non  hanno neanche il tempo di conoscere o affezionarsi, che persino due vecchi che si consultano sulle orecchie e si controllano le nuche a vicenda dopo poco si alzano. E solo due signore con un cestino piccolo di piccoli biscotti si fermano un po’ più a lungo, sembra quasi che la vogliano apparecchiare la panchina, per fare merenda.
E i piccoli insetti non meglio identificati non fanno che salire e scendere dalle foglie secche autunnali cadute trasportate in fila lungo i marciapiedi. Salgono e poi cadono, ma dove vorranno andare, e l’uomo pensa di aiutarli spostando le foglie, ma questi continuano a seguire percorsi loro, astratti, illogici, e l’uomo non può che guardarli camminare e cadere ed impietosirsi a vedere le zampette all’aria. guardare.
salutarli velocemente perché è arrivato l’autobus, di nuovo, chissà dove voleva andare, l’insetto. Spero che resteremo amici.
Ed una frenata improvvisa, le braccia scorrono sui pali graffitati da qualche innamorato. Si scende di nuovo, si vedono gli studenti con zaini rosa e viola, le strisce pedonali, gli zaini blu e rossi.
Si incrocia la gente che conosci o ne hai l’impressione, supereroi incogniti e donne che sembrano le attrici di una volta.
E la Metropoli ti attira di più, con una vetrina anche senza vetro, i vestiti fuori, appesi, la merce esposta in bancarelle colorate ed orientali.
Ed il sole sarebbe sempre più forte, a quest’ora, ma è autunno.

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September 21

rotolando

ieri è noia,
oggi è oggi.

January 22

dedicato.

Jospehine (March): Ahò, MeriBi, com’è che si scrive jim jarmusch?
MaryB: ....Ehm... La fotosintesi clorofilliana? È questa la risposta?


TRATTO DA UNA STORIA VERA.

 

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January 16

Avevo promesso a mia moglie eccetera eccetera

BENVENUTI ALLA CELEBRAZIONE DELL’AMORE. È che lei ad alzare le sopracciglia ogni tanto su su fino in cima si sente meglio. Tu sei uno di quelli che la gente preferisce evitare. Io non dovrei mai leggerti. Ragazzina, ora immagina un appartamento in un grattacielo a Manhattan. Con una moquette tendente al blu.su una parete ci sono solo grandi vetri da cui vedi il Mondo dall’alto.poi immagina delle lenzuola.bianche. Cos’è che non ti fa dormire? There’s a man who came to stay...
Dopo una pausa, Lui: “sento che posso rock”. Lei dopo aver fatto il bagno rimane nella vasca e di specchia nel rubinetto.forme distorte, e canta. The end has no end... the end has no end...
J. appoggiò la tazza di caffè sul tavolo. Rimase con il dito infilato in quel manico e guardava fisso.
Non era possibile. Non era possibile che non si ricordasse che vita facesse due anni prima.
Chi frequentava, dove andava?
Era felice?
Neanche.
Prima che si bucasse aveva il terrore dell’ero. di quell’ago fatale. Prima vedeva candide braccia umane come palloncini bianchi gonfi e puliti.
*POC.
Il palloncino però non scoppia. Si vede solo che si ingrisisce, prima poco. E si rinsecchisce come una prugna assiderata accanto a un cactus nella valle del nulla. Il palloncino candido non lo è più, perde sempre più aria e l’innocenza.
J,. Io sono uno di quelli che se vedi entrare in un bar e devi esprimere un giudizio dici -inquietante.-
E non me ne frega niente di entrare in un fottuto bar, andare al bancone e dire “una birra”.
J. si sveglia al mattino con il gusto di brodo di pollo e la madre versa nelle ciotole dei gatti cioccolata calda con cialde fresche. fresche? oh si, appena sfornate. ABBASSA LA RADIO!
La ragazza ha il debole di innamorarsi degli sconosciuti per strada.
Non te ne accorgi che ti tratto male, amore mio? Ti amo.

E POI SOLO UNA SCRITTA TRONEGGIA: “4ever Hilary Duff”. La ragazza, trattenendo un conato.
EBBRUMM. EBBRUMM, IL TETTO SCOTTA, BENVENUTO SUL TETTO PICCOLO GATTO.
Poi se ne va a mangiare i croccantini del cane.

January 11

la cronaca essenziale.

Ero una brava bambina quanto poi me venuto lestinto di baciare l’orologio della scrrrrivania, allora l’o preso per il manico e c’ho dato un grosso bacio a occhi chiussi. Pero questo era attorcijjiato a un cavo attaccato al picci e allora il computer se spento all’improviso. Allora lo riacceso per scrivere questa cosa.
 

anna

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